Hitler, il mio vicino

décembre 18, 2017

Ricordi di un'infanzia ebrea

Couverture d’ouvrage : Hitler, il mio vicino

Monaco 1929. La madre di Edgar è pianista, il padre editore, casa sua è abitualmente frequentata da Thomas Mann, Carl Schmitt e Richard Strauss. Di fronte a casa sua abita un uomo il cui volto comincia allora a comparire sulle pagine dei giornali: Edgar lo osserva salire e scendere dalla sua Mercedes nera senza sapere nulla di lui e senza curarsene troppo. Fino al 1933, quando quel suo vicino, Adolf Hitler, viene nominato cancelliere del Reich e la sua vita, così com'era prima, finisce: ciò che fino ad allora gli era sembrata un'avventura si trasforma in un incubo, tra rappresaglie, arresti e fucilazioni. Il suo migliore amico Ralph non gli parla più, e sua madre la sera firma con gli occhi rossi le croci uncinate che disegna sui suoi quaderni di scuola. "È la fine della Repubblica mio piccolo Bürschi, guarda molto attentamente. Non devi dimenticare", proverà a spiegargli suo padre davanti alle immagini dei deputati in camicia bruna che si scambiano il saluto. Edgar e la sua famiglia dovranno partire, ma per andare dove? Come vivranno? Chi incontreranno? In questo libro, insieme romanzo di formazione e documento storico, l'autore ripercorre la sua infanzia vissuta nel pieno del fervore culturale e artistico della Germania di Weimar, fino all'incubo improvviso del nazismo e delle persecuzioni razziali: "Me la ricordo bene, la mia infanzia. I miei compagni di scuola ariani mi invitavano alle loro feste di compleanno. A quei tempi non esisteva neppure la parola 'ariano'..."

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Critiques : ettore1207... au sujet dehttp://www.anobii.com/books/Hitler,_il_mio_vicino._Ricordi_di_un'infanzia_ebrea/9788817067478/019cbe26568076697a a écrit:

L'autore, nato nel 1924 in un ricco casato, con questa narrazione autobiografica, quasi in forma di diario, racconta la sua vita di ragazzo ebreo negli anni dal 1928 al 1939. L'avvento del nazismo viene narrato in prima persona, dapprima attraverso quello che Edgar sente dai discorsi dei grandi, e per il bimbo sembra quasi un gioco, qualcosa che forse non è brutto, o che non verrtà, o che potrà toccare solo agli altri. Ma ben presto l'odio razziale si fa sentire anche su di lui attraverso cambiamenti della vita quotidiana: gli amici che voltano le spalle, le angherie piccole e grandi, l'arresto del padre.
Edgar lasciò la Germania all'età di 14 anni, pochi mesi prima dell'inizio della guerra. Per 10 anni visse in un appartamento di fronte a quello di Hitler, proprio là dove vennero pensati e pianificati i più tremendi crimini mai commessi dal genere umano, "di fronte al personaggio più abominevole che la Terra abbia mai generato". Ebbe occasione di vederlo quasi tutti i giorni, dietro le tende o sul portone sempre sorvegliato dalle SS.
Per fortuna, grazie alla disponibilità economica ed alle conoscenze, molti componenti della famiglia Feuchtwanger si salvarono emigrando.
Un bel libro, scritto con una prosa senza fronzoli, con frasi brevi, e ben tradotto.

Da quando il sogno di partire per Londra è diventato una certezza non posso fare a meno di sorridere ogni volta che vedo la finestra del Führer illuminata. Lui non sa che lo sto guardando, non sa che sono qui, non sospetta neppure che nella casa di fronte alla sua, per dieci lunghi anni, è cresciuto un bambino ebreo che un giorno testimonierà contro di lui. Quando passo sotto le sue finestre il cuore mi batte all’impazzata, e tremo ancora quando un motore romba nella notte o qualcuno sale le scale nelle prime ore del mattino. Nascondi


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